Dei e demoni

Dei e demoni

Leggo in continuazioni appelli per la fame nel mondo, per i fuochi che devastano le foreste, per la pace, per il surriscaldamento globale, per la difesa degli animali.
In tutti si fa leva sull’impatto emotivo e si chiede a gran voce l’intervento di un governo o di una istituzione.
È finita, se mai è esistita, l’era dei grandi capi che conducono i popoli verso il futuro.

Il futuro siamo noi, individualmente.

Nessun governo potrà imporci quelle scelte inevitabili per salvare il pianeta.

La Terra è devastata e al collasso perchè la stiamo divorando, noi, sì proprio tu ed io.

Anche il peggio messo tra di noi appartiene al 20% più privilegiato tra gli uomini che consuma circa l’80% delle risorse mondiali, non è privilegio di tutti avere una sanità, acqua potabile, la pace e una democrazia, seppur imperfetta, negozi pieni di ogni mercanzia e uno stato sociale con istruzione garantita e una giustizia, pur con tutti i suoi difetti, funzionante.

Tutto ciò ha un prezzo salatissimo, già essendo appannaggio di pochi consuma la terra ad un ritmo impressionante, tale da averci portato quasi al punto di non ritorno verso il collasso.
Questo prezzo lo pagano il restante 80% che deve rimanere sottosviluppato, l’ambiente e gli animali.
Condividere post emotivamente pregni, firmare petizioni e lanciare appelli serve a poco o nulla se non candeggiarci un poco la coscienza per sederci poi a tavola ad azzannare un pezzo di ecosistema.
Già, la tavola. Il cibo non è più per noi mezzo di sostentamento, ma foodtainment, divertimento, sollazzo e passatempo.

Ci mangiamo così il pianeta, come lo bruciamo con il parossistico spostamento continuo innecessario, sempre per sollazzo. Nulla di male nel farsi un viaggetto, ma moltiplicato per tutti i viaggetti di ciascuno di noi per le masse in spostamento ecco fatto il danno.
Vogliamo veramente essere incisivi e cambiare il corso? Temo ormai sia un po’ tardi, possiamo solo rallentare l’inevitabile nella speranza di dar tempo alla scienza ed all’ingegno umano di trovare una via d’uscita.

Anche se per assurdo divenissimo tutti insieme asceti e vegani da domattina creeremmo solo uno shock al sistema, non pronto ad evento simile, nè individualmente la maggior parte di noi sarebbe psicologicamente e spiritualmente pronta a sopportare un simile cambio. Figuriamoci se un intrepido illuminato condottiero ce le imponesse simili scelte.

Cosa possiamo e dovremmo fare di concreto?
Per logica iniziare un percorso verso una dieta piú vegana possibile, se non al 100% almeno prossima. Il costo in termini di risorse per creare un kg di carne è troppo elevato, con le stesse risorse si creano dal quintale alla tonnellata di legumi, cereali e verdure.

Dovremmo anche controllare che si sia in una dieta isocalorica, cioè indipendentemente da cosa si mangi come macronutrienti, alcoolici compresi, noi si assuma solo le calorie necessarie al nostro corpo e stile di vita. Ne gioverebbero salute e ridimensionamento di consumi e sprechi, con beneficio immediato per l’ecosistema.

  • Prediligere cibi locali e di stagione per ridurre la grande distribuzione.
  • Ridurre i consumi energetici, ergo risparmiare corrente. Le centrali elettriche in molti casi bruciano combustibili fossili.
  • Ridurre al minimo l’utilizzo di plastica e fare coscientemente la raccolta differenziata.
  • Viaggiare solo in caso di reale necessità e spostarsi con mezzi pubblici il più ecologici possibili.
  • Cambiare i nostri beni solo per sostituzione, quindi gli abiti quando rotti o logori, idem per auto e altro.
  • Adottare uno stile di vita il più naturale possibile.

Si può andare avanti a lungo, credo però il concetto sia chiaro.
Difficile? Impossibile? Vi ho descritto grossomodo il mio stile di vita, eppure se tutta l’umanità vivesse come me servirebbero circa tre terre per sostenerla, sono ancora un distruttore.Se vogliamo essere utili iniziamo ad adottare qualcuna di queste possibili scelte, il mondo seguirà, i governi si adegueranno.
Decidiamo se essere dei o demoni, abbiamo il futuro nelle nostre mani, dipende da ciascuno di noi.

Oppure continuiamo a condividere post strappalacrime, tra un drink e una fetta di salame, pensando che la soluzione spetti ad altri, continuando a scavarci la fossa sotto ai piedi nostri e dei nostri figli.

Amen.