I misteri dell’Oriente e del Cristianesimo

I misteri dell’Oriente e del Cristianesimo

Prefazione di MARIE STEINER a:
“I Misteri dell’Oriente e del Cristianesimo” di RUDOLF STEINER
Istituto Tipografico Editoriale ––Milano – 1936

Ancor prima della fine del secolo XIX, mentre la vita materiali- stica d’Europa era nel suo pieno rigoglio esteriore, v’erano, sparse per ogni dove, anime cercanti che, soffocate dall’ottusità borghese, si rifugiavano nei movimenti più svariati dai quali speravano un impulso spirituale, o l’oblio dei tormentosi problemi sul significato della vita. Si aggregavano a correnti idealistico- sociali, politico-rivoluzionarie, settarie, tolstoiane, pur di da- re alla propria vita uno scopo che trascendesse gli angusti limiti dell’esistenza personale, e di sottrarsi alle assillanti domande che si affacciano alla mente dinanzi all’assurdità della vita concepita entro i confini della corporeità e conchiusa tra nascita e morte. A tali domande la scienza non aveva risposte da dare; dinanzi ad esse l’intelletto capitolava, ma, nella sua miope arroganza, respingeva l’anima ribelle con imperativo categorico dentro quei confini. Con aspra ostinazione esso credeva di dover permanere nel cieco labirinto dove la percezione dei sensi lo teneva imprigionato e considerava dilettantismo il voler oltrepassare quel cerchio per battere alle porte dello Spirito. Sempre più gravato dalla pesante zavorra di tutto quello che un pensare morto aveva portato agli uomini del tempo, l’Io umano se ne stava perplesso e agghiacciato davanti alle sbarrate porte dello Spirito.

Parole, ch’erano come fari di luce, sorgevano a volte dal crepuscolo di epoche passate. Nel passato si era avuta infatti una sapienza proveniente dai Misteri; v’erano state Scuole precluse ai profani, dove si entrava solo con pericolo di vita, dopo severe prove e voti religiosi. Dei misteriosi processi che in esse si svolgevano, mai era trapelata notizia nel mondo esterno, senza che ciò fosse stato punito con la morte. Ma da quelle Scuole sorgevano le civiltà, provenivano i reggitori di Stati e i loro consiglieri, le religioni e i loro fondatori, le arti, le dottrine di saggezza. E così la storia si formava sotto l’influsso potente di ciò che emanava dalle Sedi dei Misteri, e una civiltà seguiva l’altra, schiudendo sempre nuovi campi all’umana lotta per l’esistenza e conducendo, al tempo stesso, la singola anima, approfondendola nel proprio intimo, su, su di gradino in gradino, per la scala del progresso, dall’inconscia vita universa alla vita individuale sem- pre più cosciente, affinché si rinforzasse e poi come “Io””forte in sé stesso, ritornasse di nuovo alla vita universa.

Lungo questa via l’uomo è sottoposto a molte prove, soltanto attraverso le quali egli può crescere. E qui lo insidiano anche i pericoli, superando i quali però egli diventa “uno che sa”. La prima meta è vincere sé stesso; perdere sé stesso è il grande pericolo. Quanti si trovano ora in questo pericolo! Innumerevoli singole anime che sentono il loro Io dissolversi sempre più; gioventù che, distrutta da questa morte interiore, si trascina nella vita come un cadavere vivente; umanità sgomenta di trovarsi improvvisamente travolta da una crisi in cui l’umano minaccia di an- darle perduto, e l’uomo è costretto a capitolare dinanzi alla macchina. Ma in questo pericolo, che ogni dignità e sicurezza umana vadano perdute, torna a farsi sentire, chiara e forte, la voce del Mistero; diversamente da prima, perché anche il Mistero e il suo modo di annunziarsi si sono trasformati. Il Mistero era scomparso nella tenebra, era apparentemente ammutolito, dopo essersi adempiuto nell’evento del Golgota. Per mezzo di esso, il Mistero era uscito dai recessi consacrati e dall’isolamento di prima, ed era sceso all’aperto, nella vita degli uomini; s’era compiuto dinanzi agli occhi del mondo, e con ciò era giunto a un punto di svolta e all’inizio d’una nuova fase del suo svolgimento. La missione del Mistero antico era finita. Il senso dell’evoluzione terrena, gran-de, magnifico, da lungo tempo preparato, risplendeva ormai come un fatto compiuto. Ciò che dei Misteri antichi sopravviveva ancora, se non si collegava con l’impulso nuovo, poteva mantenersi soltanto in formalità esteriori che conducevano a una caricatura decadente. Ma ciò ch’è decadente caricatura viene subito afferrato dalle potenze del male, stringe con esse un patto, si separa dal modello immacolato. Allora la pura essenza deve cercarsi altre forme d’espressione. Sorge un esoterismo nuovo, lontano dal teatro delle vicende esterne, non più legato a luoghi speciali, in disparte dai rumori mondani e chiesastici; il suo compito è di con- durre l’Io dell’uomo alla coscienza pienamente sveglia, ad afferrare sé stesso, a riconquistare il mondo spirituale mediante le forze del proprio libero volere. I luoghi dove si coltivava quella sapienza iniziatica adeguata ai tempi, erano segreti e sconosciuti al mondo esterno. Non più quella sapienza era centro e sfondo del- la civiltà esplicantesi al di fuori; le sue irradiazioni dirigeva- no il pulsare della storia del mondo da recondite sedi, dalle qua- li, per così dire, si versava la vita nelle vene spirituali dell’umanità.

Oggi l’ora storica è tale che il Mistero deve ormai parlare a tutti. Non più l’umanità potrà districarsi dal labirinto, se non le venga portata la possibilità di questa conoscenza. Nell’opera di Rudolf Steiner, azione di amore e di sacrificio del più forte genio del nostro tempo, sono date le delucidazioni corrispondenti allo stato di coscienza dell’umanità attuale, sulle concatenazioni di quell’immensa storia spirituale che abbraccia il mondo intero, e che si è sempre svolta dietro i fatti esteriormente apparenti. Ed è dato pure tutto quel che occorre all’umanità dell’avvenire per spezzare i ceppi della sua ristretta vita individuale e, superando l’egoismo, giungere alla libertà interiore, entrare, attraverso le porte della coscienza, nel mondo dello Spirito al quale interiormente appartengono.

Non esiste altra via per riconquistare la nostra dignità umana, per trovare in noi l’individualità che, secondo la volontà delle potenze avverse al progresso, dovrebbe esserci tolta affinché la bestia prenda il sopravvento in noi, o il demone della macchina strangoli l’uomo. Non c’è altro mezzo fuorché la conoscenza della perpetua trasmutazione di forma e sostanza e coscienza, che nella storia umana viene vissuta, e nel Mistero compresa e coltivata.