Kriya Hatha Yoga a Chiuduno al Festival Anime in Fiera

Kriya Hatha Yoga a Chiuduno al Festival Anime in Fiera

Sessione pubblica di Kriya Hatha Yoga

Sabato 8 settembre alle 11 al Festival Anime in Fiera a Chiuduno, provincia di Bergamo

Per i sadhak praticanti del Kriya Yoga di Babaji, siano essi principianti o praticanti da oltre 20 anni,  la parola chiave è la sinergia. Si ha una sinergia quando due o più persone o cose lavorano insieme per conseguire un risultato maggiore di quello che potrebbero ottenere individualmente. Vi è sinergia anche tra i cinque gruppi di pratiche del Kriya Yoga di Babaji, ognuna delle quali sviluppa un corpo in particolare:

  •  Kriya Hatha Yoga
  •  Kriya Kundalini Pranayama
  •  Kriya Dhyana Yoga
  •  Kriya Mantra Yoga
  •  Kriya Bhakti Yoga

Il Kriya Hatha Yoga agisce a livello del corpo fisico e comprende asana (posture fisiche di rilassamento), bandha (blocchi muscolari) e mudra (gesti psico-fisici) che favoriscono la salute, la calma e risvegliano i principali canali energetici (nadis) ed i centri energetici (chakra).

Babaji ha individuato una serie di 18 posture che sono insegnate in sessioni (stage) e in coppia. Dobbiamo curarci del corpo fisico non per se stesso ma come veicolo e mezzo del Divino.

La trasformazione yogica richiede un impegno personale sincero per un modificare e migliorare pensiero e comportamento. Questo vale anche per pratica delle asana. Osservare la disciplina nel corpo, nel prana e nel comportamento è la via per portare alla luce tutto ciò che necessita modifiche e migliorie. L’Hatha Yoga serve per scoprire e rilassare ogni rigidità nel corpo e nella mente.

ll Kriya Hatha Yoga permette di affrontare rigidità, tensione e blocchi energetici del corpo e della mente. Questi blocchi derivano da una cattiva postura, cattive abitudini alimentari, eccessiva indulgenza e scarsa eliminazione delle tossine: sia fisiche, che mentali ed emotive.
Conflitti, pensieri negativi o una distorta immagine di sé possono innescare nel corpo meccanismi di difesa e “memoria emotiva” che bloccano il flusso di energia. Il corpo scoraggia consciamente o inconsciamente qualsiasi cosa tocchi da vicino questa memoria.

Il prana generalmente non è in grado di penetrare in queste aree contratte per rilassarle e guarirle. Occorre quindi una pratica dedicata e cosciente di asana per aiutare a scoprire, affrontare e liberare queste aree. Praticando le 18 asana con consapevolezza e intenzione, potrai muovere il prana attraverso strettoie e ferite portando conforto, purificazione e guarigione. Potresti anche scoprire che la pratica ti libera dai pregiudizi che potevi avere in passato sui limiti del tuo corpo e sul tuo potenziale.

Osservare la disciplina

I principi etici, o yamas, così importanti per progredire nello Yoga, sono anche importanti per vivere una buona vita. Portano una maggiore salute e felicità a te e a coloro che ami. Questi sono i principi che dovremmo cercare di rispettare: Ahimsa (accettazione senza pregiudizio, gentilezza amorevole), satya (verità), asteya (non rubare, non desiderare, non provare invidia o gelosia), bramacharya (non provare lussuria, o eccesso di fantasia) e aparigraha (non attaccamento). Vivere secondo questi principi rimuove gli ostacoli alla consapevolezza di noi stessi come esseri integri e completi. Attraverso una disciplina coerente possiamo sperare di vivere nella verità. Solo vivendo nella verità possiamo stabilire l’armonia nel corpo, nel prana, nella mente, nel cuore e nell’anima.

Ostacoli – Tutti quegli stati fisici, mentali emozionali che producono nervosismo, ansia, conflitto, attaccamento, avversione, rabbia, paura, tutte cose che ci condizionano e ostacolano la salute, la felicità e la vera conoscenza di sé. Ciò che ci ostacola è sempre creato dal nostro inconscio. Una volta ho sentito una bellissima verità: “la sadhana è così difficile perché io sono l’ostacolo e io sono la via”.

Panchakoshas

Questi sono i cinque (pancha) involucri (o guaine) (koshas) che, secondo la filosofia Vedanta, rivestono il corpo umano. Annamayakosha … involucro del cibo (il corpo fisico), pranamayakosha (il corpo vitale), manomayakosha, (il corpo mentale), vijnana-mayakosha (il corpo intellettuale) e anandamayakosha (corpo spirituale e beatitudine). La salute di una guaina si ripercuote sempre su tutte le altre e in definitiva sul nostro benessere. La pratica delle asana non beneficia solo il corpo fisico ma può influire positivamente su tutte le parti del nostro essere.

Sistema nervoso parasimpatico

Il sistema nervoso parasimpatico è una delle parti del sistema nervoso autonomo che conserva l’energia e contribuisce a riposare l’organismo. Rallenta la frequenza cardiaca, la respirazione e la pressione sanguigna, aumenta l’attività delle ghiandole e aiuta la digestione. È l’alter ego del sistema nervoso simpatico che governa le reazioni a stimoli violenti o stress. Le 18 asana (posture) stabiliscono l’equilibrio tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico portando l’equilibrio nel corpo e nella mente. Possono aiutare a ridurre una eccessiva reazione del sistema simpatico dovuta allo stress mentale ed emotivo.

Prana

Il prana è l’energia che permea ogni cosa. È il tessuto vitale di tutta la creazione,  il soffio della vita. Ogni neonato nasce con il primo moto del prana dentro di sé. Il prana è la vita stessa. Il prana come la mente ha la capacità di volere, di cambiare rotta senza alcun agente esterno. Quindi il prana può essere definito come un’entità di vita autonoma, capace di cambiare se stessa. La guaina del prana segue tutte le attività consce e inconsce della mente e delle emozioni. Conflitti e compulsioni nella mente impediscono al prana di fluire liberamente per dare energia, ringiovanire e guarire. Le 18 posture fatte con consapevolezza, respiro e intenzione interagiscono con le guaine mentali e praniche per allontanare distrazioni e sciogliere blocchi mentali ed emotivi per liberare il prana attraverso il corpo e la mente.

Pranayama

Il respiro è l’anello di congiunzione tra il mondo interiore e quello esteriore poiché l’energia del respiro e l’energia dei pensieri sono connesse tra di loro. Quando il respiro si muove, il prana si muove. Quando i pensieri si muovono, il prana si muove. Il pranayama calma la mente. Quando il prana rallenta, si calma anche il pensiero. Quando assumi il controllo del tuo respiro attraverso il pranayama, i tuoi processi mentali rallentano automaticamente. Concentrando la mente all’interno sul respiro lento, profondo, ritmico, anche la forza vitale, prana shakti, è rivolta verso l’interno. Sviluppando e dirigendo consapevolmente l’energia pranica durante la pratica delle asana, aumentano concentrazione e consapevolezza. E mantenendo una postura statica per un periodo di tempo prolungato, il prana acquista calma ed equilibrio facendo emergere le energie sottili.

Pratyahara

Per trarre maggior beneficio dalla pratica delle asana, occorre ritrarre i sensi dalle influenze esterne e focalizzarli nell’interiore per sentire ciò che sta accadendo dentro di noi, il respiro, l’energia, la mente, il cuore.

Posture prolungate

Mantenere la postura a lungo ci darà il tempo necessario per la purificazione. Questa è una forma di tapas (autodisciplina). Possiamo usare intenzionalmente la pratica delle asana come autodisciplina per scoprire e rimuovere i blocchi fisici e psicosomatici e le tossine. Iniziamo lentamente. Manteniamo le posture senza sforzo e con stabilità per almeno tre minuti. Lavoriamo per portare il limite a cinque o dieci minuti, mantenendo la postura stabile e confortevole … sentendoci contenti e calmi. Tempi di postura prolungati ci permettono di raggiungere equilibrio e perfezione della postura, del respiro e della mente, aprendoci alla luce della coscienza.

Perfezionare la pratica del Kriya Yoga induce uno stato di rilassamento più profondo ed una maggiore consapevolezza. Per raggiungere questo stato occorre progredire nelle asana con tutti i mezzi che abbiamo finora spiegato. Progredire nelle asana non significa eseguire perfettamente posizioni sempre più difficili o complesse ma perfezionare le asana che pratichiamo. Ciò richiede del tempo per assorbire tutto ciò che è un’asana e come agisce per sbloccare, rilasciare, ravvivare e connettere con il prana. La perfezione è la chiave che ci apre la capacità di arrendersi alla guida del prana shakti. La perfezione stabilisce una profonda respirazione interna che stimola la prana shakti, guida la pratica e influenza la vita. Scopriremo di essere sempre più efficaci in tutte le nostre azioni. Lavoreremo più coscientemente, profondamente e con passione. La pratica e la vita ci appariranno più semplici e piene di grazia. Ci sforzeremo di meno e saremo più contenti della nostra vita così com’è.

Quiete e silenzio

Proviamo a fare le posture con mente tranquilla, passiva, libera da giudizi, frustrazione o noia. La mente passiva si allargherà e si svuoterà e agirà come testimone di ciò che sta accadendo nel corpo, sperimentando alla fine pace, gioia ed euforia. Il Kriya Hatha Yoga inizia con un rituale di mantra e un canto di omaggio al sole per stimolare rilassamento e tranquillità.

Rilassamento

Il primo obiettivo del Kriya Hatha Yoga è il rilassamento. Per progredire nelle asana è necessario raggiungere un profondo rilassamento nel corpo e nella mente. Ciò significa creare lo spazio necessario per rilassare ogni sforzo, rimanendo allineati, forti e stabili, in un equilibrio armonioso. Godremo di più di qualsiasi asana quando siamo ben allineati e rilassati, in grado di utilizzare i muscoli profondi e non solo quelli superficiali. Ciò crea tensione nei muscoli e aumenta il tono e la lunghezza muscolare e, allo stesso tempo, alleggerisce il sistema nervoso, inducendo un rilassamento più profondo. All’esterno il corpo è teso, ma all’interno è morbido e fluido, in movimento.
Non si pesa sul sistema cardiovascolare o respiratorio. Per mezzo delle asana si crea uno spazio e le condizioni per aumentare, permeare e immagazzinare il prana per la normale attività. Il corpo diventa quindi più leggero, vivace e pieno di luce.

Riposo

Il riposo è parte integrante della pratica delle 18 posture. Ogni asana è un diagramma mente-corpo, che fa circolare l’energia in tutto il corpo. L’asana muove attraverso il corpo sangue, linfa, prana e scorie. Durante il rilassamento, il sistema circolatorio convoglia agli organi di eliminazione tutte le scorie che si sono liberate durante la postura. Le tossine trasportate verso la pelle, i polmoni e il colon rimuovono ogni fonte di affaticamento. Rimani in shavasana per almeno trenta secondi per assimilare questo scambio. Lascia che il rilassamento dopo ogni postura sia una vera shavasana in cui il corpo è totalmente rilassato e la mente tranquilla e immobile.

Irrequietezza

Il nostro obiettivo va ben oltre il normale concetto di rilassamento, il nostro obiettivo è l’immobilità. Per raggiungere questo stato di immobilità dobbiamo eliminare ogni irrequietezza nel nostro corpo. L’esperienza delle asana non è la cessazione dell’energia per inerzia, ma l’aumento di energia, che fa circolare la forza in corpo e mente immobili, rilassati e ricettivi.