Lo Yoga nelle scuole

Lo Yoga nelle scuole

Tempo e Fiducia

di  Libera

Una delle cose che da subito la pratica dello yoga mi ha regalato è il tempo; quello per il silenzio, per le mie emozioni, per ascoltare la voce che risuona dentro di me. E iniziando ad ascoltare ho capito che potevo cambiare qualcosa: la mia risposta verso gli avvenimenti esterni, non certo per cambiarli, ma per usarli come strumento, come metro di misura per capire dove mi trovavo.

L’insegnamento è arrivato così, all’improvviso, come all’improvviso arrivano tutte le cose belle quando smetti di pensare e di cercare un punto di arrivo. Ci vuole Fiducia.

L’essere mamma ma soprattutto materna (a volte le cose possono anche non coincidere!) ha reso l’insegnamento dello yoga bambini qualcosa di estremamente naturale, quasi necessario per sentirmi completa, entrando in punta di piedi in uno spazio per loro preziosissimo: il tempo libero. Credo fortemente che lo yoga sia anche per i più piccoli una risorsa importante, non uno sport, e mi sforzo ogni giorno per trasmettere loro i benefici di questa pratica senza dimenticare la necessità di sorrisi, chiacchere, calore e contatto, i quali ricordiamolo, sono bisogni primari ed umani, che fortunatamente loro esprimono ancora senza timore.

Nel momento in cui io mi sono fidate di me, delle mie capacità, qualcuno a sua volta ha creduto alla possibilità di portare lo Yoga tra i banchi di scuola. Sono cominciate così le lezioni ai ragazzi di scuole primarie e secondarie e mi sono sentita nuovamente grata. Ogni volta in cui entro in una palestra e incontro una classe l’unica cosa certa è che ne uscirò arricchita e con il sorriso sulle labbra, il resto è un’assoluta incognita. Ogni allievo è unico e sa esprimere attraverso la pratica dello Yoga qualcosa di diverso. E’ un’età in cui i ragazzi hanno ancora poche sovrastrutture e le aspettative sono minime, confuse, quindi il piacere di sperimentare è puro ed ancora più libero.

Le storie guidano i più piccoli in terre magiche, arricchendo con la fantasia quelle che per gli adulti sono semplici sequenze di asana. Nel diventare leoni i bambini ci mettono davvero tutto il coraggio, quello che arriva dal cuore, dalla pancia…per non parlare delle aquile, attente, concentrate e in silenzio per mettere a fuoco l’obiettivo…

Parlare di emozioni è facile con chi ti guarda negli occhi e non si ferma in superficie.

Gli adolescenti, che vivono apparentemente isolati, cercano invece qualcuno che offra un ponte tra loro e il mondo esterno, che li rassicuri, ma che non invada il loro fragile spazio. Lavorare sulla respirazione, sull’ascolto del proprio silenzio ed il rispetto dei propri tempi è una risorsa importante che può offrire degli strumenti che saranno utili tutta la vita.

I concetti di fiducia, amicizia, empatia trovano invece spazio nei lavori in coppia, asana nelle quali è indispensabile fare affidamento sull’altro in un insieme di forze contrapposte ma uguali.

Il sorriso di un tredicenne a fine lezione è già un traguardo enorme, segno di essere riusciti ad entrare da quella piccolissima porta (o almeno di aver ricevuto il permesso di farlo!)

Come succede agli adulti, anche le nuove generazioni sono sempre più travolte dal vortice di informazioni, tecnologie, sforzi che il mondo esterno sembra offrire e richiedere per farne parte. L’impressione è che non sia più necessario trovare le risposte dentro perché è già stato tutto processato e pronto al consumo. Lo yoga può essere la chiave, l’occasione per scoprire che dentro abbiamo già tutto quello di cui abbiamo bisogno e, anche da genitore, penso che offrire ai nostri figli la possibilità di scoprirsi padroni di sé stessi e del nostro cammino sia uno dei regali più grandi.