Perché le pratiche dei Siddha sono insegnate solo durante le iniziazioni

Perché le pratiche dei Siddha sono insegnate solo durante le iniziazioni

Tratto dall’intervista a M.G. Satchidananda
“Siddhanta, Advaita e Yoga”

Domanda: Perché le pratiche dei Siddha sono tenute segrete se sono così benefiche? Perché sono insegnate solo durante le iniziazioni?

Risposta: L’iniziazione è un atto sacro in cui a un individuo è data la sua prima esperienza di un mezzo per realizzare la verità. Ciò significa che è una kriya o “pratica yogica,” e la verità è un portale per l’eterno e infinito Uno.

Poiché questa verità è al di là di nome e forma, non può essere comunicata attraverso parole o simboli. Ma può essere vissuta e per questo ha bisogno di un insegnante che possa condividere la propria esperienza della verità.

La tecnica diventa un veicolo attraverso il quale l’insegnante condivide con l’allievo i mezzi per realizzare la verità in se stessi.

Per questo motivo la maggior parte di queste pratiche, o kriya, non sono descritte in tutti i loro dettagli essenziali negli scritti dei Siddha: sono riservate alla formazione personale da parte di un insegnante qualificato. Durante l’iniziazione c’è sempre un passaggio di energia e di coscienza dal maestro all’allievo, anche se quest’ultimo non ne è a conoscenza. Questo passaggio non può essere efficace se l’allievo è pieno di domande, dubbi o distrazioni. Quindi il maestro cerca di preparare l’allievo in anticipo e di controllare l’ambiente in modo che questi potenziali disturbi siano ridotti al minimo. Il maestro in effetti prende dentro di sé la coscienza dell’allievo e inizia ad espanderla al di là dei suoi abituali confini mentali e vitali. C’è una sorta di fusione dei normali confini mentali e vitali tra l’iniziatore e l’allievo, e questo facilita notevolmente il movimento della coscienza ad un piano superiore. Così facendo, l’iniziatore apre l’allievo all’esistenza della sua anima, o Sé superiore, che nella maggior parte delle persone rimane velata. Così elevando la coscienza dell’allievo, quest’ultimo inizia ad intravedere i primi squarci della sua potenziale coscienza e del suo potenziale potere. Questo è ciò che si intende con l’innalzamento della kundalini del discepolo. Spesso questo non avviene in modo drammatico in una sessione iniziale, ma piuttosto gradualmente in un periodo di tempo che dipende dalla diligenza dello studente nel mettere in pratica ciò che ha appreso. Per un’iniziazione efficace sono essenziali due cose: la preparazione dell’allievo o discepolo e la presenza di un iniziatore che abbia realizzato il suo Sé. La maggior parte dei ricercatori spirituali sottolineano quest’ultimo aspetto e cercano un guru perfetto, ma pochi si occupano della loro preparazione. Forse è un difetto della natura umana cercare qualcuno che “faccia una cosa al nostro posto.” Cioè ci dia la realizzazione del Sé o di Dio. Il maestro o il guru può indicarvi la direzione giusta, ma è il ricercatore stesso che deve impegnarsi a seguire quella direzione. Nonostante il ricercatore sia intellettualmente impegnato, troppo spesso la natura umana lo fa vacillare con la distrazione, il dubbio o il desiderio. Quindi, anche se si trova il maestro perfetto, se non si sono coltivate qualità come la fede, la perseveranza, la sincerità e la pazienza, l’iniziazione può rivelarsi inutile e sterile come seminare su un marciapiede di cemento. Per questo motivo l’iniziazione era tradizionalmente limitata a coloro che si erano preparati in anticipo, a volte per anni. Le prime iniziazioni potevano essere messe a disposizione di un maggior numero di aspiranti qualificati, ma solo chi aveva coltivato le qualità di un discepolo, come sopra descritte, poteva accedere a livelli superiori.

Vi è un trasferimento sacro di coscienza ed energia tra l’iniziatore e il discepolo che abbraccia queste tecniche. Ecco perché le tradizioni iniziatiche sono riuscite a tramandare in modo efficace l’esperienza diretta della verità da una generazione alla succcessiva. La loro forza sta nella consapevolezza di coloro che hanno praticato intensamente e trovato così la loro verità. L’insegnante resta una fonte di ispirazione e una guida per lo studente. Per tutti questi motivi, le tecniche sono mantenute segrete e riservate al solo contesto di iniziazione personale da parte di un insegnante qualificato.